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Voto perché non farlo significherebbe venir meno a un dovere civico, e questo non mi piace; e poi perché sono stato abituato a non scansare i problemi, rifugiandomi nell’astensionismo. Continua a leggere »

A questo punto l’augurio – e la speranza – è che nessuno sottovaluti o minimizzi quanto è accaduto ieri in Francia, con il trionfo alle elezioni regionali delle liste del Front National: al di là, Continua a leggere »

Ho letto su Repubblica l’articolo firmato da Jeremy Corbyn e pubblicato sul The Observer all’indomani della sua elezione – con una vittoria alle primarie che rasenta il 60% – a leader del Labour Party; e debbo dire che non vi ho trovato nulla di quel vintage massimalistico di cui si è tanto parlato nelle settimane scorse (anche da parte di personaggi importanti dello stesso Labour come T. Blair, G. Brown e P. Mandelson) e ancora si continua a parlare in questi giorni.

Che cosa dice invece Corbyn? Continua a leggere »

Come evolverà la crisi greca e come essa agirà sugli assetti attuali della UE e sulle sue politiche oggi nessuno può dirlo. Allo stato, l’unica risposta credibile sarebbe quella che diede la Sibilla Cumana al soldato che le chiedeva se sarebbe tornato vivo dalla guerra: ibis redibis non morieris in bello, senza specificare ovviamente dove sarebbe andata a cadere la virgola. Continua a leggere »

5 a 2 è certamente un buon risultato per il PD e il centrosinistra; e tuttavia, se non ci si ferma soltanto ai numeri e si guarda a tutti i vari aspetti del voto, il risultato di domenica scorsa merita bene qualche riflessione da parte di Renzi e dell’intero gruppo dirigente del PD, senza ficcare la testa sotto la sabbia o imbarcarsi – come vorrebbero alcuni – in una resa dei conti dagli esiti assai imprevedibili. Continua a leggere »

Riprendo e rilancio – con qualche aggiunta per il PD abruzzese – la lettera aperta su Ombrina e la petrolizzazione dell’Abruzzo indirizzata qualche giorno fa su Il Centro al Presidente D’Alfonso e a tutti i politici abruzzesi dagli ex parlamentari del PCI Enrico Graziani e Angelo Staniscia.

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La elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica e il modo in cui si è arrivati alla sua candidatura, con la scelta da parte di Renzi di partire dall’unità del PD e di stoppare sul nascere in maniera netta e decisa le velleità di Berlusconi di essere il coautore della individuazione del nome da proporre al Parlamento riunito e ai grandi elettori giunti dalle Regioni, è possibile che aprano una fase nuova nella vita del PD. Continua a leggere »